Powerlifting

è lo sport che, utilizzando squat, panca e stacco permette di costruire un corpo forte, robusto e tonico.

Nelle nostre classi insegniamo la tecnica migliore e più sicura per sollevare pesi ed avere dei risultati a 360 gradi con l’aiuto di tutti gli altri esercizi di muscolazione necessari e personalizzati.

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Stacco

Panca

Squat

I nostri punti cardine sono:

  • attenzione alla tecnica esecutiva degli esercizi (in special modo stacco, panca e squat che sono definiti “fondamentali”)
  • programmazione sensata ed a lungo termine del lavoro
  • lavoro specifico e personalizzato per correggere e venire incontro alle esigenze individuali
  • politica 100% natural

Per visionare la scheda dell’esercizio

Clicca sul titolo

 

Una variante di squat ampiamente utilizzata e lo “squat su box”.

Utilizzare un box, di altezza variabile in base alle necessità, è la maniera più intuitiva per apprendere la giusta profondità di discesa per un neofita ma è anche un ottimo modo per riacquisire feeling con l’utilizzo della catena cinetica posteriore (se si tende ad avere un movimento troppo guidato dal quadricipite) o per imparare a ripartire dal basso senza cercare scivolamenti in avanti o dietro durante la fase di inversione di direzione.

 

 

Questa variante di squat è estremamente tassante poiché costringe a tenere la muscolatura in tensione continua in un esercizio pesante come lo squat.

L’idea di fondo è quella di trovare la linea migliore di spinta e mantenerla durante tutta l’esecuzione percorrendo solo la porzione di movimento “centrale”, cioè senza mai chiudete l’alzata tornando nella posizione iniziale.

Percezione del bilanciere che scarica sempre a terra e attenzione ad avere sempre il baricentro nello stesso punto sono la chiave per il funzionamento di questo esercizio.

 

 

Esercizio molto utile da utilizzare per apprendere il giusto timing di estensione di busto e gamba in quello che sarà poi l’esercizio da gara completo: lo stacco da terra.

Con questa variante si taglia fuori la parte più difficile che è la partenza da terra e ci si concentra sulla porzione “alta” del movimento.

Inoltre, eseguendo in questo modo l’esercizio, abbiamo anche un altro vantaggio cioè ci abitueremo a non essere rigidi con le braccia e con le spalle nel tenere il bilanciere in mano. Utile usarlo come propedeutica o come attivazione.

 

 

Lo stacco è l’esercizio del powerlifting che, più di tutti, risente di una partenza sbagliata.

Per questo motivo è fondamentale curare al dettaglio quella fase e “soffrirci” tanto.

Si può ricorrere, come in questo caso, ad un fermo lungo in partenza (durante il fermo bisogna trazionare senza però sollevarlo) con l’aggiunta di un secondo fermo, una volta arrivati ad altezza ginocchio, prima di concludere la salita.

 

 

Un modo intelligente di riapprocciarsi all’allenamento di gesti tecnici specifici dopo un lungo stop è sicuramente quello di utilizzare una intensità di carico non elevata e di ricorrere a varianti didattiche, proprio per riacquisite feeling col movimento.

Nel caso dello stacco è ottimo dilazionare il tempo di salita del bilanciere concentrandosi a mantenere comunque la pressione costante sul baricentro del piede e di non strattonare mai con la schiena.

 

 

Nello stacco da terra normalmente la fase negativa (discesa) del movimento non viene eseguita ma ci si limita ad accompagnare il bilanciere a terra tenendolo in mano.
Quando però ci si trova davanti a problematiche nella fase di partenza (ritmo errato tra la spinta delle gambe e la tirata della schiena) o nella tenuta del core è assolutamente utile ai fini didattici mettere alla prova l’atleta costringendolo ad eseguire una fase negativa controllata, senza mai mollare il bilanciere a terra, per poi ripartire ordinatamente verso su.

Variante pesante, difficile, ma molto valida!

 

 

Molto spesso l’anello debole nell’esecuzione di squat e stacco è la “tenuta di schiena”.

Intervenire su questo problema con esercizi di muscolazione adeguati è fondamentale per ottenere un trasfert positivo sul gesto di gara.

Il goodmorning, eseguito percependo l’allungamento dei femorali e la tenuta di lombari e core, stando con il peso che scarica sempre su un punto del piede (senza quindi sbilanciarsi indietro o avanti) e mantenendo un tempo sotto tensione adeguato è uno dei miei esercizi preferiti da usare a questo scopo.

 

 

Si tratta di rendere instabile un movimento tramite l’aggiunta di pesi collegati ad elastici al bilanciere, in maniera tale che l’effetto “traballante” dei pesi si trasferisca poi al bilanciere stesso e costringa l’atleta a dover stabilizzare meglio tutto l’assetto.
Da un lato si dovrà cercare di far muovere il meno possibile i dischi appesi con movimenti correttamente controllati, dall’altro si dovrà tenere saldo il bilanciere vittima delle oscillazioni dei carichi penzolanti.

Variante divertente e complicata da gestire.
Molto utile per rinfrescare il SNC.

 

 

Prolungare il fermo sul petto aiuta moltissimo sia a ricreare condizioni simili a quanto succede in gara sia, soprattutto, a migliorare il controllo del bilanciere nel punto più critico dell’alzata facendo si che si evitino rimbalzi, cadute libere, spinte fuori traiettoria e perdite di tensione.

 

 

In questa variante di panca il lavoro è reso più difficile dall’aggiunta di un elastico che, ancorato tra panca e bilanciere, funge da sovraccarico progressivo.

Questo tipo di esecuzione aiuta sia a gestire meglio la discesa in quanto l’elastico ci “tirerà in basso” secondo una traiettoria migliore il bilanciere ma aiuta molto anche ad essere più reattivi durante la fase di risalita del bilanciere perché, man mano che il bilanciere sale, l’elastico aumenta la sua tensione.

 

 

Angoli di lavoro differenti, range di movimento più ampi e varietà di stimolazione sono anch’essi punti focali nella costruzione di un programma di allenamento votato al miglioramento delle performance.

Lavorare sugli anelli deboli per essere più forti nel gesto specifico.

 

 

Per enfatizzare il lavoro in angolazioni particolari di movimento, usando la fantasia, si possono trovare soluzioni molto divertenti.

Modificare un normale leg curl con manubrio applicando una resistenza dinamica data da un elastico ed aggiungendo fermi in contrazione e tensione continua è un esempio di quanto versatile possa essere l’approccio al sovraccarico.

Per allenare in maniera completa la schiena è necessario utilizzare esercizi di tirata sia orizzontale che verticale.

Avremo quindi, affiancati alle trazioni, rematori di tutti i tipi.

Qui vediamo un rematore con manubrio singolo in appoggio su panca.

L’attenzione dell’atleta deve concentrarsi sul portare il manubrio verso il bacino avendo come elemento trainante il gomito.

 

 

 

Vuoi diventare più forte?

Il nostro obiettivo è portare risultati tangibili sia in termini di estetica che di performance a tutti, dato che ci proponiamo ad un pubblico di semplici amatori ma anche di agonisti.

Chiunque può entrare a fare parte del nostro team. Non ci sono né limiti di età né di sesso per iniziare questo percorso!

Basta avere voglia di mettersi alla prova, attenzione ai dettagli e pazienza perché, seguiti passo passo dal coach, si arriverà a tagliare traguardi inaspettati.

Mettiti alla prova e vieni a provare un allenamento!

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